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Il Campo Europa, quando il calcio era solo passione

Di Maurizio Di Ubaldo

A San Benedetto del Tronto il calcio non si è ammirato solo allo stadio “Fratelli Ballarin” o all’ attuale “Riviera delle Palme”. Il calcio quello passionale, praticato con amore e sacrificio, si viveva solo al campo Europa. Punto nevralgico della gioventù sambenedettese dagli anni ’60 ad oggi, il campo Europa ci racconta un calcio privo di ogni benefit, polveroso in estate e fangoso d’inverno.  Niente erba sintetica e strisce verniciate, il campo prima era in terra, pieno di buche e le strisce erano fatte in calce. La maggior parte dei ragazzi sambenedettesi e di buona parte dell’hinterland militò su quei campi con le squadre che all’epoca davano la possibilità a tutti di potersi divertire e inseguire un pallone di cuoio ricco di sogni e speranze.

La Unione Sportiva Folgore

Il campo Europa nasce nel 1963 da una scoperta di Alfredo Feriozzi che all’epoca era segretario del comitato FIGC di San Benedetto del Tronto. La città non aveva campi per far giocare i ragazzi e una sera d’estate facendo una passeggiata in bicicletta sul lungomare scoprì questo appezzamento di terreno e subito gli balenò in testa l’idea di un campo per far divertire i ragazzi della città. Feriozzi, insieme a “Luigino” Ursini, uno dei totem del calcio giovanile sambenedettese, si recarono dal sindaco che in quel momento decise di non assecondare la loro richiesta ma poi con il passare dei mesi decise di dare in gestione ai due quell’appezzamento di terra. L’unica clausola che aveva quella concessione era che in mezzo al terreno era presente un palo di legno che sorreggeva i fili dell’energia elettrica che portava la luce nelle abitazioni circostanti e che quindi non poteva essere spostato.

Il Calcio Club Gruppo M

Ursini e Feriozzi insieme ad altri ragazzi che poi avrebbero intrapreso la pratica calcistica cominciarono a dar vita a questo campo prendendo le misure e stendendo la terra che sarebbe stata poi il manto.

Il 6 Ottobre del 1963 fu disputata la prima partita del Campo Europa e i ragazzi giocavano con il palo presente sulla fascia destra davanti all’ingresso dell’impianto sportivo sul lato ferrovia. Le porte inizialmente erano di legno quadrato poi Feriozzi le fece fare di ferro, sempre quadrato. Lo spogliatoio era uno stanzone unico dove al centro veniva acceso durante l’inverno un falò per riscaldarsi. Tutti, squadra di casa, ospite e arbitro si cambiavano insieme in quello spogliatoio poi in seguito furono fatti i divisori e quindi si cominciarono a dividere i locali per la squadra di casa, quella ospite e per l’arbitro. Il campo inoltre era anche soggetto ad allagamenti e molto spesso le gare venivano disputate in veri pantani di terra e acqua e quando si dovevano battere i calci d’angolo o si metteva un mattone su cui poggiare la palla oppure si batteva dove finiva l’acqua, in alcune occasioni anche lontano dalla linea laterale.

La Vela

Una storia, quella del campo Europa, fatta di sudore, sacrificio e battaglie su una struttura che oggi non sarebbe nemmeno presa in considerazione e sarebbe addirittura dichiarata inagibile che però in quegli anni ha tolto moltissimi ragazzi dalla strada dandogli un sogno e la possibilità di potersi divertire. La storia di questo campo sono i tesserati che lo hanno calcato e le squadre che gli hanno dato lustro come l’Internazionale, Folgore, Gruppo M, La Vela, Azzurra, Picena, Sanfilippese, e Flamengo ed altre.

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