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Storia

Il deragliamento del treno espresso Milano Taranto

Quel maledetto giorno di novembre

Di Riccardo Mancini

Il Treno Espresso 519 Milano Taranto deraglia pochi metri dopo la stazione di San Benedetto. Sono le 5.30 di sabato 27 Novembre 1982 e il forte boato e il conseguente rumore assordante delle sirene delle ambulanze e dei vigili del fuoco svegliano la città di San Benedetto del Tronto.

Il treno, con a bordo circa settecento passeggeri, infila un binario disattivato e a un certo punto interrotto per lavori. Il locomotore deraglia, trascina con sè le altre prime quattro carrozze e spezza in due il convoglio facendo ribaltare sul lato sinistro le carrozze coinvolte. Parti dei rotabili terminano nel parco del centro della città e solo l’orario consente di evitare un’altra tregedia.

I passeggeri sono nel panico. Lo schianto è tremendo e le conseguenze tragiche. I soccorsi arrivano tempestivamente sul luogo e molti cittadini intervengono sul posto per dare il lorocontributo.

Sono 3 le vittime di quella maledetta disgrazia e decine i feriti. La prima pagina del Resto del Carlino di Domenica 28 Novembre 1982 scrive: “[…] le vittime sono una donna di 34 anni, della provincia di Potenza, emigrata in Svizzera e il figlio di due anni e mezzo; un bambino di 6 mesi della Provincia di Foggia, che i genitori avevano portato a Milano per una visita specialistica […]”.

Il giornalista Remo Croci nel suo libro “San Benedetto del Tronto IN PRIMA PAGINA” ricorda che tra coloro che prestano i primi soccorsi c’è anche lo Staff medico della Juventus. La squadra infatti si trova in ritiro a San Benedetto in attesa della partita del campionato di Serie A ad Ascoli Piceno con la squadra allenata da Carletto Mazzone