Categorie
Storia

Dalla Marina all’Albula, la storia del Madonna del Soccorso

“Soccorrete la Umanità Sofferente”

Siamo a metà del 1800, San Benedetto del Tronto è in fase di sviluppo urbano e nella parte bassa della città, cioè quella della “Marina“, si prende consapevolezza della necessità di costruire un nuovo Ospedale. Una struttura che andasse a sostituire il già presente e antico Ospedale del Castello, situato all’interno delle mura del Paese Alto di San Benedetto.

Facciata del Vecchio Ospedale della Madonna del Soccorso

A volere la costruzione dell’Ospedale è Padre Gioacchino Pizzi, primo parroco della chiesa della “Madonna della Marina”. Egli, prima della sua morte avvenuta nel 1837, devolve ogni suo avere per l’edificazione dell’Ospedale “Madonna del Soccorso”. Nel novembre del 1843 hanno inizio i lavori e solo nell’agosto del 1894 avviene l’inaugurazione ufficiale.

“Il Sacerdote Don Gioacchino Pizzi […], animato da amore e pia carità verso il prossimo e […] conoscendo Egli per dolorosa esperienza stante l’esercizio di Parroco della Chiesa e Parrocchia di S. Maria della Marina che la popolazione cresce a dismisura e che la maggior parte di essa è oltremodo miserabile per cui i poveri muoiono sulla nuda terra […] pensò all’erezione di questo luogo Pio.”

Dal Volume II di “Da San Benedetto in Albula a San Benedetto del Tronto” di Giovanni Guidotti
Busto di gesso del Fondatore dell’Ospedale Padre Gioacchino Pizzi. Immagine presa dal Volume II di Giovanni Guidotti “Da San Benedetto in Albula a San Benedetto del Tronto”

La città continua a crescere e, aumentando anche il numero della popolazione, si avverte il bisogno di ampliare la struttura ospedaliera. L’occasione della donazione della villa e del podere della Signora Agata Voltattorni oltre il torrente Albula offre l’impulso per la costruzione del nuovo e più grande Ospedale “Madonna del Soccorso”.

Il trasferimento dell’Ospedale Madonna del Soccorso e l’inizio del proprio esercizio avvengono tra il 1960 e il 1962. L’opera viene progettata dall’Ing. Onorati ed eseguita dalla Impresa Ulissi per un costo complessivo di 180 Milioni di Lire. La costruzione si sviluppa su quattro piani e ha una capienza di 175 posti. L’Ospedale, con circa 2.500 ricoveri all’anno, si rivela da subito della stessa portata di molte altre strutture locali, ma molto meno attrezzato (42 dipendenti). La situazione economica del Madonna del Soccorso nel 1963 era quasi fallimentare: stipendi pagati con mesi di ritardo, dipendenti precari, fornitori pagati con anni di ritardo, medici non ancora dipendenti retribuiti con compenso forfettario. Una situazione di forte disagio che ha assolutamente bisogno di un repentino cambio di rotta.

Ospedale civile Madonna del Soccorso

Nel 1963 San Benedetto conta una popolazione di 34 mila abitanti e il suo hinterland era cresciuto nelle stesse proporzioni, per cui la potenziale utenza che poteva rivolgersi a questa nuova struttura si aggirava sugli 80 mila abitanti. L’Amministrazione inizia così a porsi il problema di dover offrire una più specifica qualificazione sanitaria in modo tale da ridurre le problematiche che la popolazione è costretta a dover fronteggiare, come i ricoveri fuori Provincia e fuori Regione. Vengono gradualmente create delle divisioni fondamentali, come Ostetricia-Ginecologia, Pediatria, Ortopedia-Traumatologia. Tutto ciò però viene rallentato dalla mancanza di adeguati spazi. Si arriva così ad una soluzione: ampliare l’edificio esistente in modo tale da raddoppiare i posti letto.

I lavori hanno inizio nel 1965 e nel 1972 l’Ospedale supera la disponibilità di 410 posti letto, consentendo la creazione di divisioni-sezioni e servizi specialistici. Nel 1971 l’Ortopedia era dotata delle più avanzate apparecchiature e del più moderno arredamento. Nel 1964 entra in funzione la Radiologia che più di ogni altra specializzazione rappresenta la spinta ed il traino dello sviluppo inarrestabile del Madonna del Soccorso. Dal 1965 viene inoltre garantito dal Sig. De Angelis Nazzareno il servizio delle ambulanze per il trasporto degli infermi. A seguito della sua morte, avvenuta in servizio, l’Ente riorganizzò le ambulanze con turni H24 e nel 1978 il servizio venne del tutto potenziato.

Nel 1975 il Madonna del Soccorso subisce ulteriori trasformazioni e ampliamenti. Viene presentato un progetto da oltre 13 Miliardi di lire (finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno) che prevede un nuovo corpo di fabbricato collegato a quello esistente. Viene raggiunta la disponibilità di 800 posti letto che consente la creazione di nuovi reparti specialistici.

L’Ospedale di San Benedetto è sicuramente uno dei pochi ospedali ad aver subito una così grande trasformazione in brevissimo tempo. Nel 1978 il Madonna del Soccorso supera le strutture di Ascoli Piceno e Fermo sia per mole di lavoro che per qualità ed è nei primissimi posti in ambito regionale.

Di ilNarrante

Il Piacere di Raccontare