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Cultura

Il Monumento di Parole

“Lavorare, Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare”

Uno dei simboli della città, un punto di riferimento che dal Dicembre del 1997 rende unico e suggestivo l’ingresso del Lungomare settentrionale di San Benedetto del Tronto nelle vicinanze del Torrente Albula.

Il “Monumento Nespolo” prende il nome proprio dal suo creatore: l’artista Ugo Nespolo. Realizzata ad Acquaviva, l’opera è alta sette metri, in acciaio e a forma di uovo con colori che variano dal rosso, all’azzurro del cielo, al blu del mare. Il testo che dà effettiva forma e anche successo al monumento è il rimando ad una poesia di Dino Campana:

Fabbricare, fabbricare, fabbricare, preferisco il rumore del mare. Che dice fabbricare fare e disfare, fare e disfare è tutto un lavorare. Ecco quello che so fare

Dino Campana, poesia dal titolo “Preferisco il rumore del mare”

Nespolo, trovando quindi ispirazione da questa poesia sia nelle parole che nel significato, modifica leggermente il testo originale dando così vita alla sua opera: “Lavorare, Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare“.

Un monumento portatore di un messaggio che sin dal primo istante di vita accende svariate polemiche con conseguenti scontri politici tra amministrazione comunale e opposizione. Il motivo di tanto subbuglio è soprattutto il messaggio che il “Monumento Nespolo” contiene. Viene visto come un richiamo e incitamento al “vagabonadare” e all’ozio. Accuse molto forti che mettono in difficoltà lo stesso autore Ugo Nespolo, il quale sente il dovere e il bisogno di dare una spiegazione che fugasse, una volta per tutte, ogni dubbio e polemica.

Riportiamo qui le parole di Ugo Nespolo prese da un articolo de “La Nuova Riviera” del 5 settembre 2018:

 Il lavoro nobilita l’uomo, ma quando il lavoro diventa lavoro, lavoro, lavoro l’uomo viene schiacciato. E non sempre dal bisogno, ma spesso dall’avidità, dall’invidia, dal desiderio, da finte necessità che ci fanno trascurare i doni più belli che gratuitamente ci circondano. Il mare, così vuole significare tutto ciò che di grande e generoso ci circonda ed è un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che in ogni istante ci vengono offerti.

Ugo Nespolo, dall’articolo de “La Nuova Riviera” (LINK: https://www.lanuovariviera.it/category/dal-territorio/san-benedetto-del-tronto-notizie/quando-ventanni-fa-arrivo-lavorare-lispirazione-da-una-poesia-la-prima-serigrafia-le-polemiche-foto/)

Ugo Nespolo nasce nel 1941 a Mosso in provincia di Biella. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Torino, si laurea in Lettere Moderne per poi fare il suo ingresso nel panorama artistico italiano degli anni sessanta con la proprosta di una particolare forma di contaminazione tra Pop Art, Arte Concettuale e Arte Povera. Nel corso della sua carriera collabora con la RAI, crea la Maglia Rosa del Giro d’Italia del 2003, collabora con i marchi Campari e Piaggio per la creazione delle campagne pubblicitarie, realizza due opere per l’ospedale psichiatrico di Volterra e molto altro.

Lo Sberleffo

Il Monumento Nespolo oggi, nonostante le disavventure affrontate, è diventato, in poco più di 20 anni, uno dei simboli della città di San Benedetto del Tronto. Il famoso “Lavorare, lavorare…” è conosciuto anche al di fuori del territorio. I turisti amano fotografarlo e i sambenedettesi ormai non possono più farne a meno.

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