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Cultura

San Benedetto e il suo Carnevale

La prima notizia inerente il Carnevale sambenedettese risale al 1828…

Di Maurizio Di Ubaldo

La prima notizia inerente il Carnevale sambenedettese risale al 1828. In quegli anni il Carnevale non era vissuto e festeggiato come lo intendiamo oggi bensì si assisteva al “Teatrino de Dilettanti pel Carnevale” messo in scena dai “signori recitanti, orghestra e li due suggeritori”. Non si teneva in piazza e nemmeno ci si mascherava.

Per il Carnevale del 1828 era stato allestito un teatrino in una stanza all’interno del palazzo comunale che si trovava nello stabile che poi ospitò le scuole “Castello”. Le corse, le feste, i veglioni e tutte quelle attività che caratterizzavano il Carnevale erano disciplinate dal “Ministero dell’ Interno e di Polizia di Santa Romana Chiesa”.


Nella seconda metà del 1800 si cominciarono ad usare abiti e maschere allegoriche. Nel 1877 il “Circolo Unione”, comitato permanente di beneficenza per soccorso ai naufraghi, organizzò una sfilata di maschere con l’arrivo alla stazione ferroviaria di “Re Carnevale”, un pupazzo in cartapesta, che veniva annunciato con lo sparo dei mortai, il suono del campanone e dalla banda cittadina.

Il carnevale sambenedettese non ruotava solo intorno alle maschere infatti in corso Umberto I (l’attuale Corso Mazzini) fino alla piazza del Municipio (Piazza Cesare Battisti) si assisteva alla corsa dei fantini con consegna del palio al vincitore.
I conflitti mondiali interruppero la tradizione carnascialesca ma nel 1951 grazie ad alcuni cittadini, capeggiati da Placido Papetti, il carnevale ebbe la sua rinascita. Il giovedì grasso del 1951 e la successiva domenica pomeriggio sfilarono per le vie del centro cittadino i primi carri allegorici per quella che è considerata l’edizione “zero” del carnevale a San Benedetto.

Nel 1952 si tenne il “Primo Carnevale Sambenedettese” con un ricco programma di manifestazioni e ricchi premi per i carri allegorici. Queste somme di denaro erano stanziate dall’Azienda di Soggiorno che doveva destinare ingenti quantità di denaro per lo sviluppo di attività che fossero in grado di attrarre turisti a San Benedetto. In quell’anno furono stanziati £550.000 per l’organizzazione del carnevale e £50.000 per i premi. Sempre l’Azienda di Soggiorno organizzò nel 1952 una scuola serale gratuita per l’insegnamento della lavorazione delle figure allegoriche in cartapesta. I maestri di questa scuola erano gli artisti locali Andreoli, Marchegiani e Ortenzi.

Nel 1955 viene approvato il progetto per la costruzione di un capannone su un area demaniale da adibire all’allestimento dei carri allegorici dato che a seguito della crescita del Carnevale sambenedettese non era più tollerabile che i carri venissero allestiti all’aperto. L’ing. Luigi Onorati progettò il capannone da costruirsi nei pressi del molo nord su un area di circa 750 mq che fu poi realizzato l’anno successivo.

Dal 1959 la sfilata dei carri carnevaleschi si fermò fino al 1971. Il Carnevale sambenedettese dal 1971 al 1974 è riuscito a replicare il periodo d’oro, quello inerente gli anni ’50. L’amministrazione cittadina decise di non investire su questo tipo di evento e quindi la manifestazione allegorica si fermò ancora per poi riprendere negli anni ’80 e proseguire, seppur con continue interruzioni, fino ai giorni nostri.

Di ilNarrante

Il Piacere di Raccontare

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