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I Fratelli Carminucci

Tra le ricche e splendide pagine di storia della città di San Benedetto del Tronto trovano spazio due grandi uomini di sport: Pasquale e Giovanni Carminucci.

Tra le ricche e splendide pagine di storia della città di San Benedetto del Tronto trovano spazio due grandi uomini di sport: Pasquale e Giovanni Carminucci.

Due fenomenali ginnasti sambenedettesi che, tra la fine degli anni ’50 e gli inizi degli anni ’70, regalano a San Benedetto del Tronto e all’intera Nazione forti e irripetibili emozioni.

I fratelli Carminucci – Pasquale, Giovanni e Alberto – nascono a San Benedetto del Tronto. Rimangono orfani in tenera età per la scomparsa del padre sul fronte russo. Le difficoltà economiche spingono la madre, bidella elementare, ad affidare i bambini ad un collegio di Ascoli Piceno, dove insegna ginnastica l’ex atleta Pietro Baldassari.

L’insegnante nota subito il talento dei fratelli Carminucci (in particolare Giovanni e Pasquale) e li convince ad allenarsi nella palestra della parrocchia di Sant’Antonio da Padova a San Benedetto del Tronto.

Pasquale e Giovanni Carminucci iniziano a gareggiare nel 1949 e, ben presto, sono notati da Giulio Pennente, ex ginnasta e allenatore di livello nazionale, che li fa inserire nel gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco. I ragazzi si trasferiscono a Roma e cominciano ad allenarsi nel centro sportivo delle Capannelle.

Pasquale Carminucci

Pasquale Carminucci nasce a San Benedetto del Tronto il 29 Agosto 1937. All’età di 12 anni inizia a gareggiare e nel 1958 diviene campione Italiano assoluto di Ginnastica artistica e partecipa per la prima volta ai Campionati del Mondo di Mosca.  Nello stesso anno, la guida della Nazionale italiana è affidata a Jakob Günthard, già medaglia d’oro alla sbarra nel 1952 alle Olimpiadi di Helsinki. Il Campione Svizzero forma un gruppo di giovani atleti che vanno a costituire la più forte squadra di ginnastica maschile italiana del dopoguerra, quella dei Menichelli e dei fratelli Carminucci.

Foto presa da Wikipedia

Nel 1960 Roma è pronta ad accogliere la 17° Edizione dei Giochi Olimpici. L’attesa è alle stelle e la l’intera compagine azzurra porta sulle spalle il peso delle grandi aspettative della vigilia. I risultati arrivano e l’Italia chiude questa fantastica avventura olimpica con la bellezza di ben 13 medaglie d’oro, 10 d’argento e 13 di bronzo. Pasquale Carminucci conquista il bronzo nel concorso a squadre alle Parallele dando il suo valido apporto, insieme a fratello Giovanni e a Franco Menichelli, Angelo Vicardi, Orlando Polmonari e Gianfranco Marzolla. Pasquale ottiene anche un onorevole trentunesimo posto nel concorso generale individuale.

Nel 1962 Pasquale Carminucci gareggia ai Campionati del mondo di Praga. Nel 1963, ai quarti Giochi del Mediterraneo, contribuisce alla conquista della medaglia d’oro della Nazionale nel concorso a squadre. Nel 1964 partecipa alle Olimpiadi di Tokio. La squadra delle meraviglie di Roma 1960 subisce dei cambiamenti e gli splendidi risultati di quattro anni prima non si ripetono. Nel 1967, ai quinti Giochi del Mediterraneo, lo “squadrone” azzurro dei Carminucci, Menichelli e Cimnaghi vince ancora la medaglia d’oro nel concorso a squadre. Nel 1968, Pasquale Carminucci disputa l’Olimpiade di Città del Messico. Si tratta della sua terza partecipazione dopo Roma e Tokio.

Dopo il ritiro Pasquale Carminucci è rimasto nel mondo della ginnastica artistica. Nel 2007 riceve dal Comune di San Benedetto del Tronto il Premio Truentum. Si tratta della massima onorificenza concessa dal Comune di San Benedetto del Tronto assegnata “a quei sambenedettesi di nascita o adozione che, operando nei vari campi dell’agire umano, siano riusciti a conseguire traguardi prestigiosi a livello nazionale e/o internazionale, dando lustro alla città”. Pasquale muore a Roma il 2 Febbraio del 2015.

Giovanni Carminucci

Secondo dei tre fratelli, Giovanni nasce il 14 Novembre 1939. Nel 1959, ai Campionati europei di Copenaghen, Giovanni Carminucci è finalista in due attrezzi. Alle Olimpiadi di Roma del 1960 Pasquale ottiene una splendida medaglia d’argento alle parallele, oltre al bronzo nel concorso a squadre. Durante i Giochi del Mediterraneo di Napoli del 1961 ottiene una medaglia d’oro alla Sbarra, medaglia d’oro alle Parallele, medaglia d’oro nella Classifica a squadre, medaglia d’argento nella Classifica individuale, medaglia d’argento agli Anelli, medaglia di bronzo al Corpo Libero.

Nel 1961, al Campionato d’Europa di Lussemburgo, vince la medaglia d’oro nel Volteggio al Cavallo, la medaglia di bronzo nella Classifica generale individuale e la medaglia di bronzo alle Parallele. Nel 1962 è finalista alle Parallele nei Campionati del Mondo di Praga. Nel 1963, ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi vince la medaglia d’oro nella Classifica a squadre e la medaglia di bronzo alle Parallele. Sempre nello stesso anno ottiene la medaglia d’oro alle Parallele nel Campionato d’Europa di Belgrado. Nel 1965 partecipa al Campionato d’Europa di Anversa ed è finalista al Corpo Libero. Nel 1967 vince la medaglia di bronzo alle Parallele ai Campionati d’Europa di Tampere.

Nel 1964 prende parte alla sua seconda avventura olimpica. A Tokio la squadra si classifica al quarto posto e Giovanni sfiora l’ammissione alla finale nelle parallele, ottenendo soltanto il settimo posto nei preliminari. Nella prova Preolimpionica delle Olimpiadi di Messico 1968, Giovanni è il sesto classificato alle Parallele.

Giovanni Carminucci interpreta il suo canto del cigno ai Campionati europei di Madrid del 1971, quando, a trentadue anni, si aggiudica per la seconda volta la medaglia d’oro alle parallele. Si ritira dall’attività agonistica con il titolo di campione europeo in carica nell’attrezzo preferito.

Foto presa da Wikipedia

A conclusione della sua carriera agonistica, Giovanni Carminucci fonda l’A.S. dilettantistica Roma 70 e si dedica alla ricerca di giovani talenti.

Nel 1981 è decorato con la croce di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Nel 2007 all’età di 67 anni è costretto ad arrendersi ad un male incurabile. Lascia la moglie e due figli maschi; uno dei due, Roberto, proseguirà la gestione della palestra romana già diretta dal padre.

In onore dei Fratelli Pasquale e Giovanni Carminucci l’abitazione di famiglia situata in via Mentana a San Benedetto del Tronto è stata dipinta di azzurro con scritte relative ai tre Giochi Olimpici ai quali hanno partecipato.

Le informazioni sono state raccolte su: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Carminucci e http://www.roma70ginnastica.com/giovanni-carminucci/

Di ilNarrante

Il Piacere di Raccontare

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