Categorie
Storia

Generale Dalla Chiesa, San Benedetto del Tronto nel destino

Nel destino del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa la città di San Benedetto del Tronto svolge un ruolo fondamentale. Partecipa alle lotte di Resistenza, contribuisce alla “morte” delle Brigate Rosse e svolge un ruolo importante nella lotta alla Mafia.

Nel destino del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa la città di San Benedetto del Tronto svolge un ruolo fondamentale e costante. Nato a Saluzzo nel 1920, Dalla Chiesa entra nell’Arma dei Carabinieri durante la seconda guerra mondiale. Partecipa alle lotte di Resistenza, contribuisce alla “morte” delle Brigate Rosse e svolge un ruolo fondamentale nella lotta alla Mafia.

Ma perché la città di San Benedetto è scalfita nel destino di questo grande uomo?

Dalla Chiesa e le lotte di Resistenza

Nel 1943, come primo incarico, Dalla Chiesa viene mandato a comandare la Tenenza dei Carabinieri Reali di San Benedetto del Tronto. La città marchigiana in quei giorni conosce gli aspetti più crudeli di un conflitto bellico e vede il terrore e la sofferenza della sua popolazione. Sono i giorni della Resistenza. Per Dalla Chiesa l’inizio di quell’avventura non è per niente facile. I partigiani della zona sospettano che lui sia responsabile del blocco dei rifornimenti di armi che gli alleati di tanto in tanto riescono a spedire via mare. Un giorno viene fermato da un partigiano della zona e alla domanda: “Lei con chi sta, tenente, con l’Italia o la Germania?”, Dalla Chiesa, senza indugio, risponde: “Non c’è da chiederlo, sono qui da pochi giorni ma ho già capito da che parte stare, sto con voi”. Il giovane tenente offre così la sua collaborazione, che, per un certo periodo, da’ i suoi frutti. Importante è il supporto che apporta al gruppo partigiano sambenedettese guidato dal Tenente Paolini e a quello della “Banda Postiglione”. Poi, a causa del suo rifiuto di collaborare nella caccia ai partigiani, viene inserito nella lista nera dei nazisti, ma riesce a fuggire e le SS non riescono a catturarlo.

Si dà così alla “macchia” insieme con altri patrioti. Inizia ad operare ancora più attivamente nella resistenza italiana. Si unisce alla “Brigata Patrioti Piceni” di stanza in Colle San Marco, località di montagna, dove organizza gruppi per fronteggiare i tedeschi. In seguito, diventa uno dei responsabili delle trasmissioni radio clandestine di informazioni per gli americani, nascosto in un’abitazione privata presso la città di Martinsicuro, in Abruzzo.

Dopo la guerra per la sua partecipazione alla resistenza italiana gli viene attribuito il Distintivo di Volontario della Guerra di Liberazione, guadagnando il passaggio in servizio permanente effettivo per merito di guerra.

Dalla Chiesa, Patrizio Peci e la fine delle Brigate Rosse

Il destino di quel giovane tenente piemontese torna a legarsi con la città di San Benedetto del Tronto negli anni di piombo segnati dal terrorismo delle Brigate Rosse. In particolare con la figura del primo pentito della storia del terrorismo italiano, l’ex brigatista Patrizio Peci.

Patrizio Peci

Dopo la morte di Aldo Moro, avvenuta nel 1978 dopo una prigionia di 55 giorni, dalla Chiesa decide di stringere il cerchio intorno ai vertici delle Brigate Rosse. Nel frattempo, nel febbraio del 1978, dalla Chiesa perde la moglie Dora, stroncata in casa a Torino da un infarto. Per il generale è un duro colpo, che lo lascia per qualche tempo nella disperazione e lo induce successivamente a dedicarsi completamente alla lotta contro i brigatisti. 

Nel 1980 Patrizio Peci, nato a Ripatransone e trasferitosi a San Benedetto del Tronto all’età di 9 anni, viene arrestato. Al momento della cattura viene accusato di 8 omicidi e 17 ferimenti. Poco dopo l’arresto sceglie di collaborare con il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nel primo incontro tra i due il generale racconta al brigatista la sua storia di carabiniere iniziata proprio nella città di San Benedetto dove Patrizio ha vissuto la sua infanzia e la sua adolescenza. Racconta di come ha aiutato i partigiani e i pescatori del borgo sambenedettese. Il destino gioca così un altro importante ruolo nella carriera di Dalla Chiesa. Quel faccia a faccia segna la storia della lotta al terrorismo italiano. Nasce così uno strano rapporto tra il generale e il brigatista, il quale manifesta simpatia verso quell’uomo da cui fino a quel momento ha tentato di fuggire. Patrizio Peci manifesta per la prima volta l’intenzione di collaborare e per prima cosa rivela a Dalla Chiesa l’indirizzo di alcuni covi dove sono custodite le armi. Tra le operazioni legate alle rivelazioni di Patrizio Peci la più clamorosa e importante è l’irruzione dei carabinieri, guidati dal generale Dalla Chiesa, nel covo genovese delle Br a Via Fracchia. Qualche tempo dopo, grazie soprattutto a quella preziosa soffiata, viene smantellata l’intera colonna genovese delle Br. Da lì in poi le confessioni di Patrizio Peci diventano sempre più importanti e fondamentali e il suo pentimento permette l’arresto di decine di militanti delle Br.

Dalla Chiesa, in virtù di quella collaborazione, promette a Patrizio Peci che in carcere nessuno avrebbe attentato alla sua vita e che una volta scontata la pena lo avrebbe aiutato a cambiare identità e trovare un nuovo posto di lavoro.

Tuttavia, il Generale Dalla Chiesa non riesce a mantenere quella promessa.

Alle ore 21:15 del 3 settembre 1982 il Generale è vittima di un attentato mafioso. La A112 sulla quale viaggia il Dalla Chiesa, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, viene affiancata in via Isidoro Carini a Palermo da una BMW, dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47, che uccidono il Gen e la moglie.

Un grande uomo. Una vita spesa a contrastare le infinite ingiustizie che questo Paese ha dovuto affrontare. Una città, quella di San Benedetto del Tronto, legata magicamente al destino del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Di Riccardo Mancini

Di ilNarrante

Il Piacere di Raccontare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...